Il cristiano, dimora del Dio Altissimo

Il cristiano, dimora del Dio Altissimo

La presenza di Cristo è apportatrice di ogni dono celeste. È vita, pace, perdono, sapienza, armonia dell’essere, serenità, coraggio, fortezza, capacità di amare, redenzione, rigenerazione e molto di più.

Basta leggere con semplicità il Vangelo e ci se ne accorge immediatamente. Dove Cristo passava, nasceva una speranza nuova e chi era di buona volontà poteva veramente rialzarsi e camminare spedito sulla via che conduce a salvezza.

Pensiamo a Bartimeo, il cieco di Gerico. Quest’uomo era relegato ai margini della vita sociale, costretto a mendicare un pezzo di pane e una briciola di compassione, ma quando incontrò Gesù gettò via il suo mantello e nulla fu più come prima. I suoi occhi si aprirono e lui decise di seguire il Maestro per dire a tutti che con Lui la vita rinasce.

Pensiamo alla peccatrice, pronta ad essere lapidata e uccisa, una donna che aveva sbagliato e che ora era senza speranza alcuna. In poco tempo tutto sarebbe per lei finito miseramente, ma Gesù evitò il peggio e fece sì che si rialzasse per iniziare una vita nuova.

Pensiamo anche ai pescatori sul lago, a Matteo, agli Apostoli e allo stesso Saulo di Tarso. L’incontro con Gesù diede senso alla loro vita, perché li liberò dal carcere dell’immanenza e li rese capaci di consumarsi nella missione per la salvezza di tante anime a loro affidate.

La presenza di Cristo in mezzo a noi è il Dono meraviglioso che il Padre celeste ci ha fatto, per venire incontro alla nostra fragilità e pochezza e renderci capaci di percorrere il cammino della vita fino al raggiungimento della meta celeste.

Un tale Dono può cambiare la nostra esistenza, se noi lo vogliamo. Può far sì che ciascuno di noi diventi ogni giorno di più uomo nuovo, rigenerato dalla grazia di Dio e forte nell’amore. I Santi e le Sante di ogni tempo testimoniano che questo è possibile, non è una favola scritta sulla carta, ma è storia vera, reale, concreta.

Sono proprio i Santi e le Sante che ci aiutano a capire che Cristo vuole abitare nel nostro cuore, perché è lì che vuole portare tutto il Cielo per elevare la nostra condizione umana.

E se noi crediamo in questo prodigio, che assomiglia per certi versi al prodigio dell’Incarnazione, accadrà qualcosa di straordinariamente grande: Cristo opererà attraverso di noi e continuerà a salvare una moltitudine di anime.

Il cristiano, infatti, deve essere la dimora di Dio in mezzo agli uomini, in ogni dove e in ogni tempo. Grazie alla sua fede, al suo amore e alla sua obbedienza alla Parola e allo Spirito Santo la storia diventa storia della salvezza, perché inondata di grazia e di verità, capace di contemplare il vero volto dell’Altissimo non in uno specchio, ma nel cristiano stesso.

Persino la presenza vera, reale e sostanziale di Cristo nell’Eucaristia non è sufficiente perché la salvezza si compia, se manca la presenza viva e operante di Cristo nel cristiano.

L’Eucaristia, infatti, da sola non salva ed è come muta. Ha bisogno di un cristiano che con la sua vita eucaristica mostri al mondo la potenza della grazia contenuta nel mirabile Sacramento dell’altare, di qualcuno che si faccia Eucaristia vivente nell’oggi della storia perché il mondo creda che Gesù è Via, Verità e Vita.

La missione del battezzato, che poi si specifica nella particolare vocazione di ognuno, è qualcosa di mirabile. Il Redentore, che con la Resurrezione si è reso invisibile, vuole oggi rendersi visibile nel cristiano. La Sua opera non è conclusa. È solo avviata. Ed è per questo motivo che bisogna che ci sia qualcuno che la continui, offrendo la sua carne e il suo sangue, in Cristo, al Padre perché ogni uomo che vive sotto il Cielo possa venire conquistato e salvato dall’amore di Dio.

Il Verbo eterno, oggi, domani e sempre, vuole abitare in mezzo agli uomini, ma non può farlo da se stesso nella modalità esistenziale ed operativa, umanamente parlando, se noi non consegniamo a lui la nostra volontà.

Quel che ha fatto Maria, la sempre Vergine, dobbiamo farlo tutti. Per il suo “sì” Gesù ha assunto la natura umana realmente e ha compiuto ogni promessa del Padre. Per il nostro “sì” Gesù assume la nostra natura umana e con essa partorisce la salvezza fino alla fine dei tempi.

Che la Vergine Santa ci aiuti a non tirarci mai indietro e ci ottenga tutte le grazie necessarie per diventare ogni giorno di più “dimora del Dio Altissimo”, “Tempio vivo dell’Onnipotente Signore della terra e del Cielo” perché ancora oggi il mondo veda Cristo Gesù, lo contempli, lo ascolti, lo ami e si lasci conquistare dal suo cuore misericordioso.

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La parola di questa settimana è: dimora