Convertirsi per amare – Mercoledì delle Ceneri 2017

Convertirsi per amare – Mercoledì delle Ceneri 2017

Così dice il Signore: «ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male» (Gl 2,12-13).

La Quaresima è tempo favorevole perché accogliamo il perenne invito di Gesù che ci chiede di ritornare a lui e cioè di “convertirci e credere al Vangelo” (cf. Mt 3,2). Non a caso infatti essa si apre con queste parole, pronunciate dal Sacerdote durante il rito dell’imposizione delle Sacre Ceneri sul capo dei fedeli durante la Celebrazione eucaristica del Mercoledì. La conversione è essenziale per il cristiano. È fonte di salvezza e di pace autentica. Soltanto in essa non rendiamo vana la croce di Cristo perché lasciamo che la grazia di Dio operi in noi e ci renda uomini nuovi.

Poiché la conversione è alla Parola di Dio e non a quella degli uomini, se vogliamo iniziare con il piede giusto la Quaresima dobbiamo decidere sin da subito di ascoltare il Signore, lasciando che la sua Parola penetri nel cuore e lo faccia sussultare. Non dobbiamo avere paura della correzione, anzi dobbiamo desiderarla riconoscendo con umiltà che siamo impastati di polvere del suolo e abbiamo nel cuore pensieri che raramente vengono da Dio: «Ricordati che polvere sei e in polvere tornerai…»

In Quaresima, più che in ogni altro periodo dell’anno, dobbiamo ingaggiare una dura lotta contro la sordità spirituale e prendere in mano ogni giorno il Vangelo per scorgere in esso il leggero sussurro dello Spirito Santo. Dobbiamo altresì esercitarci a mettere da parte ogni stoltezza accogliendo senza riserve quanto il Signore ci chiede di fare per il nostro più grande bene. Soprattutto dobbiamo credere fermamente che Dio ci ama e vuole solo il nostro più grande bene.

Se oggi il cristiano si irrigidisce quando si sente invitato alla conversione, è perché non ha capito che il Padre celeste desidera ardentemente che l’uomo sia redento e diventi in tutto ad immagine del suo Figlio Gesù. Egli non nutre mai nei nostri confronti propositi di male perché è il Creatore che “ama la vita e nulla disprezza di ciò che ha creato” (cf. Sap 11,24). Il suo agire, anche se a volte è incomprensibile per noi e non di rado cozza con le nostre vedute, è sempre agire sapiente che mira al bene sommo della creatura.

Questa verità, in Quaresima, deve diventare consapevolezza del cuore e fondamento stabile su cui fondare le nostre giornate. In ogni condizione storica che viviamo il Signore è al nostro fianco. Non però come un Dio apatico e distratto. Ma come Colui che vuole parlare al nostro cuore per amore e indicarci la via della conversione ai suoi pensieri per elevarci in Lui e donarci la vera libertà.

Sull’amore di Dio non dobbiamo nutrire alcun dubbio altrimenti cadiamo anche noi, come Eva e poi Adamo, nella tentazione infernale del serpente che ci vuole far pensare che il nostro Creatore è geloso, spietato e falso.

La Pasqua non è forse la testimonianza più eloquente di quanto grande sia l’amore che Dio ha per noi? Il Padre dei cieli ci ha visti come il figliol prodigo in mezzo ai maiali, vinti dalla nostra superbia e abbandonati da tutti nel fango del nostro peccato. Tuttavia non si è voltato dall’altro lato. Ha mandato in mezzo a noi il suo Figlio unigenito e gli ha chiesto di offrire se stesso sulla croce per la nostra redenzione. Quale amore più grande? Quale garanzia più affidabile del desiderio di salvezza che Egli nutre per noi?

Convinciamocene tutti: Dio non è geloso dell’uomo. Lo ama e lo vuole rendere partecipe della sua divinità. Le parole di Paolo sono a tal riguardo quanto mai eloquenti. Tocca a noi credere in esse e su di esse fondare il nostro ascolto in vista di una perfetta e quotidiana conversione: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,5-8). 

L’obbedienza crocifissa di Gesù è la forma più alta di amore che nessuna mente umana avrebbe mai potuto soltanto concepire. È Dio stesso, l’offeso, il rinnegato, il rifiutato, che prende l’iniziativa per soccorrere l’uomo e addirittura giunge a morire per lui nella grande sofferenza.

Quando è difficile convertirsi perché la Parola di Dio è esigente, dobbiamo volgere lo sguardo verso il Crocifisso e rassicurare il nostro cuore perché veramente grande è il suo amore per noi. Se lo faremo, ci fideremo di lui più che di noi stessi, dei nostri pensieri, delle nostre filosofie. Se lo faremo vivremo una santa Quaresima e la nostra vita cambierà perché non saremo più sordi ma capaci di obbedire in tutto a ciò che il Signore ci chiede di fare per la nostra e altrui santificazione. Non dubitiamo mai dell’amore di Dio e consegniamo a lui tutta la nostra vita. È questa la scelta più saggia da fare ogni istante, ogni giorno, per sempre.

Ci aiuti la Vergine Maria, Madre della Redenzione, e ci ottenga la grazia di una conversione autentica e sincera.

 

Autore: don Lucio Bellantoni

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