Vie necessarie e complementari per conoscere la Parola di Dio

Vie necessarie e complementari per conoscere la Parola di Dio

Se la fede è legata in modo indissolubile alla Parola di Dio, è necessario che chi vuole crescere nella fede conosca la Parola di Dio.

È questo il primo passo dal quale non si può prescindere, una delle perenni occupazioni del cristiano. Le vie che la Chiesa indica sono tante e bisogna percorrerle tutte, o quasi, perché esse sono tra loro diverse e complementari. L’una dà forza all’altra e l’aiuta a produrre frutti copiosi per il bene spirituale del singolo e di riflesso della Comunità ecclesiale.

La prima via è la Santa Messa che ha un cammino liturgico preciso, a seconda che ci si trovi nell’Anno A, B o C nelle Domeniche e festività, e nell’Anno pari o dispari nei giorni feriali. A questo si aggiunge poi la ricchezza di alcune Solennità, Feste e Memorie che la Chiesa, nella sua sapienza bimillenaria, ha disegnato con arte e distribuito nel corso dell’anno.

La seconda via è la Catechesi. Questa è quanto mai necessaria – oltre che particolarissima nelle sue potenzialità – nonostante molti pensino, purtroppo, che sia o una perdita di tempo o comunque un optional. La Catechesi – ed è bene sottolinearlo – è momento essenziale del cammino di fede per il singolo e per la Comunità. Essa infatti è capace di diradare i dubbi e indicare temi e possibilità di approfondimento numerosi, attraverso le domande che chiunque che vi partecipa dovrebbe poter fare al Sacerdote e in particolare al Parroco che presiede il momento formativo.

Con la Catechesi è tutta la Comunità che cresce, in un tempo e luoghi specifici, perché la Catechesi è per tutta la Comunità e non solo per alcuni.

La terza via è la lettura personale della Parola di Dio. Possibilmente questa lettura deve anch’essa seguire un programma specifico che può essere concordato con il Padre spirituale. Si eviteranno così letture frammentarie che non aiutano a cogliere il senso profondo dei singoli testi sacri. Bisogna che questo momento sia centrale nella vita di ciascuno, e non solo dei Sacerdoti o dei Consacrati. Questo perché tutti dobbiamo metterci in ascolto dello Spirito Santo e lasciare che lui parli al nostro cuore per indicarci la via della perfetta santificazione.

La quarta via è la direzione spirituale, o almeno un dialogo periodico su temi teologici di diversa natura con il Sacerdote scelto come propria guida. È attraverso di essa che si può attualizzare la Parola di Dio nella propria esistenza con maggiore facilità ed efficacia, in un cammino graduale e sotto la potente guida dello Spirito Santo.

Ci sono poi altre vie, come per esempio i Corsi per Catechisti e Operatori pastorali, gli incontri che si inseriscono in una programma accademico e sistematico a vari livelli, e tante altre occasioni che si possono pensare e concordare insieme, Ministri ordinati e popolo santo di Dio, di anno in anno o di volta in volta.

Che le vie di cui abbiamo parlato siano differenti e complementari non sempre è evidente. E questo non è un bene per nessuno. Si pensa infatti, per esempio, che basti partecipare alla Santa Messa e poi tutto il resto si può evitare, ignorando stoltamente che senza la Catechesi si ha una conoscenza di Cristo molto vaga e senza la lettura personale della Scrittura tutto rimane generico.

È quanto mai urgente insegnare a tutti, nessuno escluso, che la Parola di Dio non può essere considerata un romanzo o un giallo che si può leggere in poche ore o pochi giorni. Essa deve intessere il nostro vissuto e merita il giusto impegno per essere assaporata, meditata, compresa e studiata nel corso della vita e più volte nella vita. Da tutti. Non solo da alcuni.

Né tantomeno bisogna accontentarsi di cibarsi dell’Eucaristia per vivere da autentici cristiani. Parola di Dio ed Eucaristia sono tra loro coessenziali, perché sono l’unico Cristo Gesù che si dona a noi per la nostra conversione, santificazione e salvezza.

La Chiesa questo lo sa ed è per questo che «ha sempre venerato le divine Scritture, come venera il Corpo stesso del Signore. Essa non cessa di porgere ai fedeli il Pane di vita preso dalla mensa della Parola di Dio e del Corpo del Signore. Nella Sacra Scrittura, la Chiesa trova il suo nutrimento e il suo vigore» (CCC 103-104).

Queste parole sono dense di significato e dovrebbero essere scolpite nel cuore di tutti i cristiani. Cibarsi dell’Eucaristia e ignorare le Sacre Scritture rende vano il cammino di santificazione, anche perché se non si conosce la Parola di Dio non si sa neanche cosa il Signore chiede di fare, né quanto rassicurante sia la sua presenza accanto a noi, né quale meraviglioso progetto lui vuole realizzare in ciascuno, né tante altre cose tanto importanti.

Da quanto detto mi pare che risulti evidente che non è giusto, né verso se stessi né verso la Chiesa né verso l’umanità che ha bisogno del cristiano, dire: “Io non ho tempo…ho mille cose da fare…non mi posso prendere impegni duraturi da osservare con fedeltà…”. Il tempo bisogna trovarlo, per forza, sottraendolo a tutte quelle attività inutili e a volte peccaminose che costellano le giornate del cristiano.

Se si crede che la Parola di Dio è un tesoro di inestimabile valore per noi, nasce nel cuore il desiderio di immergersi nelle sue profondità che sono le profondità del cuore di Cristo affinché si realizzi per ciascuno quella parola di Gesù: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei cieli, è simile ad un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).

Del tesoro però bisogna innamorarsi e con esso bisogna passare molto tempo per affinare la vista e il cuore e riuscire così ad apprezzare i dettagli delicati, e a volte invisibili ad occhio nudo, che ne fanno un’opera d’arte unica e irripetibile.

Che la Vergine Maria aiuti tutti i cristiani, di ogni ordine e grado, a ricomporre l’unità tra le diverse vie che la Chiesa indica per conoscere la Sacra Scrittura non più “per sentito dire”, ma con scienza e sapienza di Spirito Santo.

 

Per approfondire:

CCC 131-133; Sulla Catechesi: Giovanni Paolo II, Catechesi tradendae, 14-15. Sull’omelia: Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 135-144. Sulla direzione spirituale clicca sul link.